Il commento di Lila Cagliari sull’aggresione in carcere a Uta, notizia apparsa su Unione Sarda e Casteddu Online

Commentando l’articolo di stampa apparso ieri sull’Unione Sarda a pagina 15 del cartaceo e sul sito web del quotidiano e su Casteddu Online relativo all’aggressione di un detenuto contro le guardie carcerarie, gli attivisti dell’associazione Lila Cagliari hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’aggressione in carcere potrebbe essere una semplice notizia di cronaca, in particolare quando è utilizzata per richiamare l’attenzione sul lavoro degli agenti di polizia penitenziaria. Strumentale è utilizzare la positività all’Hiv del detenuto protagonista dell’episodio per avere più attenzione dalla stampa e dalle istituzioni”Per Lila Cagliari è sensazionalistico evidenziare nei titoli degli articoli online lo stato di salute del detenuto così come sottolineare la prescrizione del test Hiv per gli agenti coinvolti.

“Il cronista – ha spiegato Brunella Mocci, presidente Lila Cagliari – dovrebbe tener conto di un semplice fatto: la sieropositività della persona non è un’informazione necessaria ai lettori per poter comprendere quanto accaduto nel penitenziario di Uta”.

“Vogliamo rassicurare gli agenti coinvolti e le rispettive famiglie: graffi e morsi non trasmettono l’Hiv – hanno aggiunto gli attivisti Lila -. Ci auguriamo una maggiore attenzione dei giornalisti sardi sul tema. Anche lo scorso anno sul quotidiano La Nuova Sardegna e su altre testate regionali online abbiamo letto una notizia inutilmente sensazionalistica su un episodio accaduto a Sassari”.

Infine, per evitare il ripetersi di approcci inopportuni, Lila Cagliari segnala a tutti gli operatori dell’informazione la presenza di una sezione dedicata all’Hiv e all’Aids sul sito Parlare Civile, realizzata dall’agenzia di stampa Redattore Sociale in collaborazione con Lila, disponibile al link: http://www.parlarecivile.it/argomenti/hivaids.aspx