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Coronavirus: la lezione dell’HIV

(articolo di Laura Supino Ufficio Stampa LILA Nazionale su https://www.lila.it/it/lilanews)

Ci sono molte cose che la storia dell’HIV/AIDS può dirci e insegnarci sulla vicenda Coronavirus che sta mettendo sotto pressione il paese, pur nella totale diversità clinica e patogena dei due virus. Come è già accaduto per l’HIV, il nostro sistema sanitario, di fronte a un virus nuovo e sconosciuto, sta rivelando punte di eccellenza assoluta ma anche vulnus pericolosi che vanno colmati prima possibile, in particolare per quanto riguardala nostra cultura di sanità pubblica e le risorse disponibili per garantire il diritto alla salute di medici, pazienti, cittadini.

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Consensus Conference U=U: il documento finale

E’ stato completato, ed ora è pubblico, il documento frutto della Consensus Conference UequalsU, svoltasi lo scorso 12 novembre a Roma, che ha riconosciuto la validità del principio U=U, Undetectable=Untrasmittable. Si tratta della rivoluzionaria evidenza scientifica secondo la quale una persona con HIV in terapia efficace, con viremia non rilevabile, non trasmette il virus, dunque: non rilevabile = non trasmissibile.

La Terapia ART, antiretrovirale, viene così riconosciuta, anche, come un potente strumento di prevenzione. Promossa da SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive), ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research), associazioni e community, tra le quali la LILA,e il testo che né è seguito, rappresentano un passo storico per la storia dell’HIV nel nostro paese. Per la prima volta,grazie all’impegno, della società civile e delle principali istituzioni italiane di studio e ricerca sull’HIV AIDS, tale principio viene riconosciuto ufficialmente, al pari di quanto già accaduto in tanti altri paesi, colmando un pericoloso ritardo. Molteplici gli obiettivi del documento: fornire un supporto scientifico ufficiale a medici e operatori sanitari impegnati quotidianamente nella risposta all’HIV, orientare una riorganizzazione dei servizi dedicati alla risposta al’HIV, sostenere, anche scientificamente, la lotta a stigma e disinformazione. In questi giorni il documento viene diffuso dalle ONG proponenti e dalla SIMIT che lo ha pubblicato sul suo sito. I proponenti ne hanno richiesto la pubblicazione anche al Ministero della Salute affinché supporti e diffonda il documento attraverso i suoi canali istituzionali.